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RONIN

Fenice

Prezzo: € 13,90
  • Etichetta SANTERIA
  • Formato COMPACT DISC
  • Data uscita 16.01.2012
  • BarCode 8016670168140
UNA FENICE CHE RINASCE DALLE PROPRIE CENERI, PERCHÉ A DUE ANNI DI DISTANZA DA “L'ULTIMO RE” È PROPRIO QUELLO L'EFFETTO INVOCATO DAI RONIN, RINNOVATI STRUTTURALMENTE E NELLE INTENZIONI. UN ALBUM, RICCO DI OSPITI DI PRESTIGIO, CHE AFFASCINERÀ ED APPASSIONERÀ OGNI MUSICOFILO
 
FILE UNDER: RONIN / INSTRUMENTAL
 
Una Fenice che rinasce dalle proprie ceneri, perché a due anni di distanza da “L'Ultimo Re” è proprio quello l'effetto invocato dai Ronin, rinnovati strutturalmente e nelle intenzioni. Se il tenutario della sigla Bruno Dorella si staglia ancora una volta a fondamenta del nuovo disco, che il giusto tributo sia pagato agli altri cospiratori che chiudono ufficialmente il quartetto. Musicisti di comprovato talento ed esperienza internazionale, come Nicola Ratti - all'altra sei corde - l'anima più sperimentale della band, che può già vantare un' invidiabile discografia solista con album pubblicati per prestigiosi marchi europei quali Anticipate Recordings (del gruppo Kompakt) o l'italianissima Die Schachtel. Specialista in escursioni ambient-drone si dedica in “Fenice” a tinteggiare con pennellate decise i brani originali. Il trittico iniziale del disco – “Spade”, “Benevento”, “Selce” – è una pura carrellata country-psichedelica, quasi un Ry Cooder intento a sonorizzare il capolavoro di Jodorowski 'El Topo'. Si affaccia poi la sezione ritmica – in parte rinnovata – costituita da Chet Martino al basso (Quasiviri) e dal nuovo ingresso alla batteria di Paolo Mongardi, figura eclettica del nostro panorama musicale avendo spaziato dalla psichedelia dei Jennifer Gentle alla dirompente matematica di Zeus! attraverso il pop d'autore de Il Genio. E le altalene di “Jambiya” sono già il primo ideale punto di rottura del disco. Sembrano stridere le corde di Sir Richard Bishop e dei suoi Sun City Girls (ma anche quelle mistiche di Trey Spruance coi Secret Chiefs 3) in questa danza western, che si impenna in uno spietato jazz noir morriconiano – via downtown newyorkese - grazie al piano di Enrico Gabrielli. Sfioriamo una quiete ideale con le corde di “Fenice”, dove il violino di Nicola Manzan (Bologna Violenta) assume toni descrittivi e malinconici. E' il preludio al trasversale omaggio ad un crooner per eccellenza come Frank Sinatra. Lo spleen di “It Was A Very Good Year” – del paroliere ed arrangiatore Ervin Drake – è una sorta di giro di boa, unico brano cantato del disco, interpretato magistralmente dalla cantautrice da 'esportazione' Emma Tricca, un contrappasso quasi lynchiano scandito da corde mistiche e dall'organetto dal sapore vintage di Umberto Dorella (padre di Bruno). Si swinga in “Gentlemen Only” e si sceglie la via del ricamo elettro-acustico su fondali drone nella sospirata apertura di “Nord”, tanto per dire della statura artistica di un gruppo capace di spiazzare anche il più maniacale musicofilo. Quando “Conjure Men” ci indica la via d'uscita, come speziato titolo di coda, in cuor nostro c'è la certezza di assistere ad una replica dello spettacolo. I fiati di Gabrielli (flauto e sax), Raffaele Kohler (tromba) e Luciano Macchia (trombone) sono l'orchestrazione più nobile per un finale ad effetto, epilogo di una carrellata trionfale.
 
Partecipano: Emma Tricca (voce su “It Was A Very Good Year”), Enrico Gabrielli (flauto e sax su “Conjure Men”, clarinetto su “It Was A Very Good Year”, piano su “Jambiya”), Raffaele Kohler (tromba su “Conjure Men”), Luciano Macchia (trombone su “Conjure Men”), Nicola Manzan (archi su “Fenice”), Umberto Dorella (organetto elettrico su “It Was A Very Good Year”)
 
Registrato a casa da Paolo Mongardi
Mixato al CHE Studio di Milano da Tommaso Colliva
Masterizzato a La Maestà da Giovanni Versari
Tutti i brani sono di Bruno Dorella
Arrangiamenti di Nicola Ratti, Chet Martino, Paolo Mongardi.
Fiati composti e arrangiati da Enrico Gabrielli
Archi composti e arrangiati da Nicola Manzan
“It Was A Very Good Year”: composta da Ervin Drake.
 
RONIN:
Bruno Dorella (chitarra), Nicola Ratti (chitarra), Chet Martino (basso), Paolo Mongardi (batteria)
 
 
BIOGRAFIA
La data di nascita dei Ronin si può far risalire al luglio del 1999, quando Bruno Dorella, allora batterista dei Wolfango, sognava di formare un gruppo che unisse il western morriconiano, l'isolazionismo chitarristico e certo folk mediterraneo e balcanico. Una sera di quel luglio stava per suonare in un festival a Pesaro, quando una tempesta arrivò ad impedirne lo svolgimento. Gli unici a suonare furono dei musicisti ungheresi che si trasferirono sotto il tendone delle birre ed intrattennero tutti suonando musica balcanica in acustico per un paio d'ore. Folgorato dall'esperienza, Dorella decide di far partire il progetto. Ci mette un po' a trovare i musicisti giusti visto il suo retaggio punkettone, ma nel 2003 vede finalmente la luce il primo EP, semplicemente intitolato Ronin. Questo EP diventa anche la colonna sonora del mediometraggio "Rocca Petrosa" di Cosimo Terlizzi. Da subito il gruppo inizia un'intensa attività concertistica in Italia e in Europa. Nel 2004 arriva il contratto con Ghost Records, che pubblica il primo album (ancora omonimo). Una canzone dell'album, "I Am Just Like You", entra nella colonna sonora del film "Tu Devi Essere Il Lupo" di Vittorio Moroni. Il secondo album "Lemming" esce nel 2007 sempre per Ghost ed è disco del mese sulle riviste specializzate Rumore e Blow Up. Alcuni brani di questo album entrano nella colonna sonora del film "Vogliamo Anche le Rose" di Alina Marazzi, di cui i Ronin firmano anche la colonna sonora originale, uscita per Rhino/Warner Music Italia. Altri brani di “Lemming” diventano la colonna sonora del documentario “Via Selmi 72” di Mauro Diciocia e finiscono tra le musiche di fiction e programmi televisivi. Nel 2009 esce il terzo album “L’Ultimo Re”, che ha riscontro a livello europeo e permette al gruppo di affrontare nuovamente i palchi italiani ed esteri. La formazione, che ha subito vari cambiamenti, oltre a Bruno Dorella alla chitarra (conosciuto anche come batterista di OvO Bachi Da Pietra), comprende Chet Martino al basso (anche nei Quasiviri), Nicola Ratti alla chitarra, attivo come sound artist in solo, oltre che in duo con Faravelliratti e Bellows, e infine il già citato Paolo Mongardi.
 
 

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