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GOD DAMN

Vultures

Prezzo: € 15,00
  • Etichetta ONE LITTLE INDIAN
  • Formato COMPACT DISC
  • Data uscita 11.05.2015
  • BarCode 5016958085995
DEBUTTO PROROMPENTE PER IL DUO-BAND BRITANNICO GOD DAMN. “VULTURES” È IRRIVERENTE E TRAVOLGENTE, CANTATO E SUONATO CON INFINITE ENERGIE E BRUTALITÀ. PER I FAN DI THE JESUS LIZARD, THE PIXIES E I PRIMI NIRVANA-MA ANCHE DI TOM WAITS, THE MARS VOLTA, E ANCORA JIMI HENDRIX, JOHNNY CASH E JIMMY PAGE.
 
FILE UNDER: PUNK / PUNK-ROCK / ALTERNATIVE
 
Esploso come una bomba nella scena rock britannica, il duo di Wolverhampton (West Midlands) God Damn ha passato gli ultimi tre anni a stravolgere il pubblico con l'impetuosità del proprio sound. Con il 2015 arriva finalmente l'atteso debutto discografico con l'album “Vultures”. “Vultures” è un esordio travolgente, un mix da capogiro di chitarre pungenti, linee vocali che disintegrano i polmoni e ritmi che corrono come cavalli selvatici: la musica dei God Damn appare brusca e brutale, come suggerisce lo stesso nome della band. Un'imprecazione, un blasfemo affronto verso Colui che sta sopra di noi, un nome da masticare e sputare per terra come un grumo. Eppure, in “Vultures” c'è molto di più rispetto a questa apparente retorica, al machismo ed alle spacconate: ci sono sfumature e melodie, obiettivi e significati, intenzioni sincere. “Vultures” racchiude un universo di suoni, dal melodico e beffardo inno ‘Silver Spooned’ all'oscura psichedelia di ‘We Don't Like You’, fino agli inaspettati, palpitanti nove minuti di fangosa epicità lo-fi di ‘Skeleton’.
 
Secondo le parole del chitarrista e cantante Thom, “l'album esplora tematiche come egocentrismo, anticapitalismo, smarrimento. Essere arrabbiati e graffianti va bene, ma non puoi farlo sempre altrimenti impazzisci. È importante scrivere canzoni sempre diverse. Siamo una band rumorosa – probabilmente la più rumorosa d'Inghilterra al momento – ma non puoi essere solo forza senza un tocco più leggero, le dinamiche sono importanti”.
 
God Damn si collocano all'interno scena alternative rock rappresentata da band come The Jesus Lizard, The Pixies ed i primi Nirvana, subendo tuttavia anche l'influenza di artisti decisamente meno scontati, tra cui spiccano Portishead, Tom Waits, The Mars Volta e Neutral Milk Hotel. Dal punto di vista stilistico si ispirano inoltre a figure i cui cognomi da soli già riportano alla mente sonorità epocali: Cash, Hendrix, Page, Bonham, Homme. Grazie ad una prima serie di concerti che li ha portati a condividere il palco con Slaves, Funeral For A Friend, Eagulls, The Wytches, Hawk Eyes, Turbowolf e molti altri, hanno attirato l'attenzione di One Little Indian e cominciato a lavorare sull'album d'esordio “Vultures”.
 
La formazione dei God Damn li ha portati per natura ad essere paragonati a Slaves e Royal Blood, eppure in realtà è difficile accostarli a qualsiasi altro duo già esistente: non a caso, si sono sempre auto-definiti “una band”. “Vultures” ne è la prova: un debutto con cui God Damn hanno scelto i colori della propria bandiera, per poi dargli subito fuoco.
 
 
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