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TELESCOPES, THE

As Light Return

Prezzo: € 14,90
  • Etichetta TAPETE RECORDS
  • Formato COMPACT DISC
  • Data uscita 07.07.2017
  • BarCode 4015698007749

9° ALBUM PER THE TELESCOPES. UN’ESPERIENZA DI ASCOLTO CHE SPINGE VERSO LA RICERCA DELLA MOLTEPLICITÀ DI SIGNIFICATI CELATI DIETRO STRUTTURE MUSICALI E LIRICHE. L’ASCOLTATORE È LASCIATO ENTRARE NEL LORO VASTO UNIVERSO SONICO. A 30 ANNI DALL’ESORDIO STEPHEN LAWRIE NON HA CERTO PERDUTO LA SUA ANIMA INQUIETA E ANTICONFORMISTA.

FILE UNDER: NOISE ROCK / THE TELESCOPES

Chitarre stridenti, fitti strati di distorsione e un tappeto white noise. Nell’occhio del ciclone, la voce di Stephen Lawrie rimane calma, quasi indifferente. Intonando una bassa cantilena, come in trance. La voce è sotterrata nelle profondità, il testo quasi impercettibile. L’intenzione è quella di creare un’esperienza di ascolto che spinga verso la ricerca di ciò che può esserci dietro la sfera della visione naturale. Il significato è soggettivo per ogni ascoltatore, dappertutto si cela dualità e una molteplicità di significati. Fondati da Lawrie nel 1987, il gruppo è passato attraverso varie fasi e una lunga lista di membri e collaboratori. Questa volta viene affiancato di nuovo dai membri della band St Deluxe. L’unico membro fisso dei The Telescopes, comunque, è lo stesso Stephen Lawrie. Questa variabilità della line-up è diventata parte della concezione del progetto. Dopo “Hidden Fields” (2015), “As Light Return” è il secondo album del gruppo per l’etichetta tedesca Tapete Records. Nonostante risulti più cupo di “Hidden Fields”, il nuovo lavoro mantiene il bilanciamento del suo predecessore, ed è impostato su un percorso parallelo tra tracce che si strutturano su sonorità noise e una sorta di impressionismo senza forma. Riprendendo una similitudine utilizzata dallo stesso Lawrie, si può dire che i The Telescope sono come una casa con molte stanze, tutte dal contenuto diverso e questo album, invece che rimanere fermo dentro una sola, dà un’occhiata in ognuna di esse. Ciò che a Lawrie interessa esplorare è la natura umana. Ogni canzone, ogni scelta musicale e finanche ogni singola frase del testo, ha un significato dietro che penetra ogni connessione personale che l’ascoltatore può avere con la musica. Brani come ‘You Can’t Reach What You Hunger’ e ’Hand Full Of Ashes’, sembrano contenere un innato equilibrio che sta all’ascoltatore decifrare. Dopo 30 anni passati a perseguire la sua singolare visione artistica, oggi Stephen Lawrie è più concentrato che mai. Questa musica ha un potere implicito

 
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