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SLEATER-KINNEY

No Cities To Love

Prezzo: € 16,90
  • Etichetta SUB POP
  • Formato LP
  • Data uscita 19.01.2015
  • BarCode 098787110012
A DIECI ANNI DI DISTANZA DALL’ULTIMO LAVORO, TORNANO LE SLEATER-KINNEY CON IL NUOVO ALBUM “NO CITIES TO LOVE”.
SECONDO GREIL MARCUS DEL TIME MAGAZINE, LE SLEATER-KINNEY SONO LA PIÙ GRANDE ROCK BAND AMERICANA.
IL DISCO DELLE SLATER-KINNEY È UNA DELLE USCITE PIÙ ATTESE DI QUESTO INIZIO DI 2015!
 
FILE UNDER: ROCK / ALTERNATIVE / SLEATER-KINNEY
 
“In queste canzoni suoniamo come possedute”, dice la cantante e chitarrista Carrie Brownstein circa l’ottavo album delle Sleater-Kinney, No Cities to Love. “Disposte a tutto, siamo tornate – con tutto il peso e la responasbilità che ciò rappresenta”.
 
Il nuovo disco è il primo lavoro dopo dieci anni di questo acclamato trio – oltre alla Brownstein, Corin Tucker (chitarra e voce) e Janet Weiss (batteria) – uscito dalla scena riot grrrl del Pacifico del nordovest negli anni ’90 ed in grado di stabilire nuovi canoni per la politica nel punk e per l’impatto emotivo. Formatesi ad Olympia (Washington) nel ’94 le Sleater-Kinney sono state definite la “miglior rock band americana” da Greil Marcus di Time Magazine ed hanno realizzato 7 album in dieci anni prima di prendersi una lunga pausa nel 2006.
 
Ma il nuovo lavoro non è fatto di ricordi, si tratta invece di nuove soluzioni ed è acceso da una chimica senza precedenti. “Ho sempre considerato Corin e Carrie come anime gemelle musicali”, dice la Weiss la cui sezione ritmica accompagna il fuoco degli intrecci vocali e chitarristici tra la Tucker e la Brownstein. “Qualcosa che dopo la pausa le ha avvicinate ulteriormente per raggiungere insieme la loro vera espressione artistica”. Il risultato è un disco alle prese con amore, potere e redenzione.
 
Prodotto dal collaboratore e amico John Goodmanson, già al lavoro con la band in lavori passati tra cui Dig Me Out del ’97, il nuovo No Cities to Love è un lavoro formidabile sin dalla prima nota.
 
"Il nucleo di questo disco è il rapporto che abbiamo tra noi e con la musica e, come tutti noi, abbiamo ancora avvertito fortemente il desiderio di sudare in un seminterrato per cercare di reinventare la nostra band”, conclude la Tucker. “Con No Cities to Love siamo andate dritte alla giugulare!”
 
 
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