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Nuovo disco di VINCE VALLICELLI disponibile dal prossimo 10 novembre
20.09.2017
 

"LA FEVRA – La Romagna, la terra, il blues", il nuovo album di VINCE VALLICELLI.
Disponibile dal prossimo 10 novembre.

- CLICCA QUI PER ASCOLTARE 'LA FEVRA' -

Si tratta del primo lavoro per Strade Blu Factory, a breve sarà annunciata la seconda uscita con "De Luca", disco dei fratelli Enrico e Andrea De Luca.

LA FEVRA doveva parlare la lingua della Terra. Questa era l'unica cosa decisa. La lingua della terra-elemento, e la lingua della terra-geografia, ovvero dell'appartenenza.

LA FEVRA doveva essere un racconto di parole e di suoni. Non soltanto note: suoni. Suoni dentro le parole, sopra le parole. Dentro le note e sopra le note. Un racconto che fosse quello di Vince e della Romagna in cui è nato, su cui ha camminato, su cui ha lasciato il suo segno. Un racconto che avesse l'urgenza di una cosa antica, di un'energia che arriva da lontano. Di una materia che ha sempre covato, sotto le cose, che matura e trova una via per la superficie.

Vince è vulcano, LA FEVRA è un disco vulcanico. Ma non vulcano-esplosione. Il dono del fuoco e della dinamite Vince l'ha avuto fra le mani tutta una vita, funambolo dei tamburi e del ritmo. L'esplosione c'è già stata. Stavolta serviva il vulcano-forza silenziosa. Quello dell'attesa e del fuoco lento, del borbottio del sottosuolo, della lava che scende sulle pendici e muta il paesaggio. Parole lente e calde. Che affascinano e spaventano. Che sono vita e morte insieme, nel loro infinito danzare.

Serviva anche il senso del rischio. Il suono di un passo che sa di poter cadere in fallo.

E allora bisognava abbandonare la rotta dei tamburi, e mettere Vince in mare aperto. E poi lasciare il timone, e vedere dove portava il vento. Bisognava fissare quel momento preciso sul registratore, sapendo che si poteva andare dappertutto ma non si poteva tornare indietro.
Dieci tracce, su nastro. Suonate tutti insieme. Questo è quello che ascoltate.

LA FEVRA è La Passione. Per un suono, per una musica femmina da attraversare nell'amore e nel dolore, per una vita, per tutte le cose che abbiamo avuto e per quelle che non siamo riusciti a raggiungere, e a cui abbiamo anelato. 

LA FEVRA è l'elettricità che ci ha attratti a loro.

LA FEVRA è blues, ma è un blues senza giochi di prestigio. È un sentiero di sassi e di legna, di pelli e di sospiri, di metalli che al cigolano al vento e di budello che rimbalza. E la lingua della terra, che attraverso il suono delle parole si racconta.

LA FEVRA è un uomo e il suono dei passi sul suo sentiero. Le persone che abbiamo trovato, quelle che abbiamo lasciato. Le prime luci della sera, il battito del cuore. Perché si sta facendo buio, ma non è ancora ora di tornare a casa. Mi pareva finita, invece sta per cominciare. (Don Antonio)
 
"LA FEVRA – La Romagna, la terra, il blues", è l'ultimo disco di Enzo "Vince" Vallicelli, classe 1951, batterista di indiscutibile talento e di grandissima esperienza, diplomato in percussioni al Conservatorio di Pesaro, vanta numerose collaborazioni con artisti del calibro di Gianna Nannini, Eugenio Finardi, Shirley King (figlia dell'ineguagliabile B.B. King), Andy J. Forest, Rudy Rotta, Harriet Lewis e James Thompson solo per citarne alcuni.

Premiato come Miglior Batterista Blues italiano nel 2002, secondo la rivista Blues and Blues, ha negli anni affiancato ad una intensa attività live in club e festival, anche apparizioni televisive ed un'importante attività didattica, attraverso masterclass, seminari, workshop, senza contare la presenza nelle principali testate del settore musicale con recensioni, articoli ed interviste.

La sua batteria e il suo amore per il blues hanno fatto il giro del mondo, ma le radici l'hanno sempre riportato nella sua città, Forlì. E ora, The Shuffleman – com'è conosciuto tra gli addetti ai lavori – è pronto per raccontare a ruota libera la sua storia, un percorso di tante bacchette spezzate e pelli consumate, in un lavoro che continua ancora ad essere un collage di esperienze più o meno facili, ma sopratutto una grande passione. Ecco quindi l'idea di realizzare un disco che fosse un tributo ad una lunghissima carriera, una celebrazione del movimento musicale in cui Vince è nato e di cui è stato per anni l'alfiere indiscusso, e anche un passo avanti in un percorso di incontro culturale e sonoro fra due sponde dell’Oceano affini come sensibilità e come senso per la musica. I testi, originali e scritti in dialetto romagnolo da autori diversi e cantati dallo stesso Vince, sono parte fondante di tutta la produzione e raccontano il territorio e le sue tradizioni, le cose sconosciute e le grandi verità, osservate con gli occhi di un ragazzino di quasi settant'anni.
 
La scelta di registrare il disco presso L’Amor Mio Non Muore | Sala d’Incisione di Forlì, forse l’unico studio completamente analogico presente in Italia, utilizzando in larga misura materiale a marca Lombardi Amplificazioni di Castrocaro Terme, forse l'ultimo grande costruttore italiano di impianti audio professionali, è un altro tassello importante dell'intero progetto, che radica i propri intenti nella volontà di recuperare il senso delle cose:

1) il senso di registrare un disco senza l’aiuto del computer, solo tramite l’utilizzo di registratori a nastro, come si faceva negli anni ’50;

2) il senso di incidere gli strumenti in presa diretta, per valorizzare l’aspetto emotivo, spontaneo, catartico e unico della performance dei musicisti;

3) il senso, quindi, di recuperare un’artigianalità scomparsa ormai nel mondo della musica moderna, la cura dei suoni, la cura dell’esecuzione, il focalizzare le idee verso l’obiettivo-canzone senza disperdere energie e concentrazione nella miriade di scelte che la tecnologia/computer mette a disposizione nell’era dei dischi fai da te;

4) il senso di tenere in vita una lingua che non vuole scomparire, il dialetto romagnolo, con i suoi usi e costumi che nulla hanno da invidiare a forme dialettali più conosciute e utilizzate;

5) il senso di utilizzare strutture musicali derivanti dal blues, insieme ad armonie e melodie mediterranee, folkloriche e tradizionali, perché una musica vera, è una musica che trova nel passato e nelle musiche d’altrove, le fondamenta per creare nuove sonorità territoriali, autoctone, contemporanee.

TRACKLISTING:
01. Wood
02. Al mi radis
03. Nigar d'inciostar
04. La fevra
05. Una nòta par sbaj
06. Al nuvli
07. A fe l'amor cun te
08. Uei!
09. Nòta bura
10. Deep waters


CIRCA STRADE BLU FACTORY
Strade Blu Factory è un marchio e un'idea.
Riportare al centro del processo del fare musica il gesto di condividere uno spazio fisico, una visione, e una tecnologia che rimanga mezzo e mai fine.
L'idea è una collana di dischi libera e disordinata in cui il minimo comun denominatore sia avere una storia da raccontare, e farlo insieme ad altre persone.
Dischi suonati da musicisti, insieme, nello stesso momento, in un'unita di spazio, tempo ed intenti.
Pensati per essere convissuti e raccontati prima che "venduti" come prodotto.
Più che un anacronismo, un modo fisico di stare dentro le canzoni e dentro ai dischi nel tempo della musica liquida.

CREDIT DEL DISCO:

Musiche di Vince Vallicelli *
con Antonio Gramentieri
* Deep Waters  di A. Gramentieri (edizioni Warner Chappell Musica Italiana)
 
Testi di Claudio Molinari *
* Nigar d'inciostar, testo di Silvia Cimatti, traduzione di Fabrizio Dossi
* Una nota par sbaj, testo di Cesare Bendandi
 
suonato da:
Vince Vallicelli – chitarre acustiche e voce, percussioni, tamburi, kalimba
Antonio Gramentieri – chitarre elettriche ed acustiche, chitarra baritona, lap steel, synth, basso elettrico
Roberto Villa – contrabbasso
Gionata Costa – violoncello
 
con la partecipazione di:
Andrea Costa – violino
Elisa Ridolfi – voce
Alberto Bazzoli – organo, piano
Cristian Fanti e Claudio Molinari – cori
 
prodotto da Don Antonio


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