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In uscita l'album di debutto del supergruppo FILTHY FRIENDS
27.06.2017
 

“Invitation” è l’album di debutto dei FILTHY FRIENDS, il nuovo supergruppo composto da Corin Tucker (Sleater-Kinney), Peter Buck (R.E.M.), Kurt Bloch (The Fastbacks), Scott  McCaughey (Young Fresh Fellows, The Minus 5) e Bill Rieflin (King Crimson).

Disponibile dal 25 agosto su Kill Rock Stars.

Filthy Friends è il progetto di individui affini, che stanno assieme senza nessun timore e senza l’obbligo di dover dimostrare nulla a nessuno, muovendosi insieme in maniera quasi eroica, cercando e trovando spazio per i loro molteplici interessi e influenze.
 
Filthy Friends vede tra i protagonisti la cantante e chitarrista Corin Tucker che, con i suoi trascorsi con Sleater-Kinney, Heavens to Betsy oltre che nella sua Corin Tucker band, ha lasciato un segno indelebile nella scena punk, rock e alternative. Mentre il chitarrista Kurt Bloch è stato per molto tempo il leader dei The Fastbacks, oltre a lavorare come produttore/mentore per altri gruppi emergenti di Seattle. Bill Rieflin è stato per un periodo batterista nei King Crimson. Il bassista Scott McCaughey con i suoi Young Fresh Fellows ha, per anni, scavato nel pop underground. Ci sarebbe un altro chitarrista, si chiama Peter Buck. Beh, se non avete familiarità con questo nome allora vuol dire che non avete fatto attenzione agli ultimi 30 anni di musica alternative, indie e college rock. Vi diamo un indizio: R.E.M.
 
Per il momento gli appassionati di musica hanno conosciuto i Filthy Friends grazie ad una serie di singoli, tra cui ‘Despierata’, brano inserito nel progetto anti-Trump 30 Songs For 30 Days. Mentre in occasione del Record Store Day 2017 sono usciti sia il loro singolo originale Any Kind of Crowd che una originale e sinistra versione del brano dei Roxy Music ‘Editions of You’.
 
Ad oggi questo impetuoso collettivo sta alimentando il fuoco di un progetto ancora più stimolante: l’uscita di “Invitation”, il loro album di debutto. Alcune tracce sono già edite, ma ciò che avvolge tutto il disco è molto più di quanto avreste potuto chiedere.
 
I 12 brani che compongono il disco si muovono fra diverse anime e stili di composizione, esercizi di genere e piacevoli esperimenti. Intricate sonorità chitarristiche mescolate ad esplosioni pop in puro stile Television – uno dei gruppi preferiti di Buck – sono in ogni nota di ‘Windmill’. Ancora atmosfere lisergiche ed echi sixties in ‘Second Life’, mentre ‘Come Back Shelley’ è un sentito omaggio a certo glam rock.
 
Non c’è niente che questo gruppo non possa fare quando tocca la creta morbida della musica rock e, ciò che riesce a modellare, è arte pura.

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