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YUSSEF KAMAAL, in uscita "Black Focus" il prossimo 4 novembre su Brownswood. Tre date in Italia.
19.10.2016
 

"Black Focus" è il disco del progetto Yussef Kamaal, retto dal duo composto da Yussef Dayes e Kamaal Williams.

L'album esce il 4 novembre per la Brownswood Recordings di Gilles Peterson.

Tre date in Italia a dicembre:
02.12 Roma, Monk
03.12 Milano, Biko
07.12 Torino, Jazz:Re:Found

I confini all’interno dei numerosi scenari musicali londinesi sono sempre stati permeabili. Per Yussef Kamaal, il sound della capitale – fra jungle, grime e broken beat - ha plasmato la parte autodidatta, tipicamente inglese, nell’approcciarsi alla music jazz. Negli Stati Uniti, i maestri del genere intorno al mondo hip-hop più contaminato – da Robert Glasper a Kamasi Washington – hanno re-immaginato un certo jazz all’interno della stessa cultura americana. In “Black Focus”, Yussef  Kamaal incastrano perfettamente il genere jazz in un contesto da radio pirata londinese.

Prendendo ispirazione dallo spirito jazz-funk degli anni ’70, tipico degli album di Herbie Hancock o della Mahavishnu Orchestra, “Black Focus” è nato come modello di ispirazione con un grande spazio per la sperimentazione. La coppia, composta da Yussef Dayes e Kamaal Williams (aka Henry Wu), ha avuto poco tempo per conoscersi. Al contrario i loro gusti musicali – e il loro approccio al suonare – sono debitori tanto del piano di Thelonious Monk, quanto della drum-machine di Kaidi Tatham.

Si regge tutto sulla batteria e sulle tastiere, dice Williams. Non prendiamo niente da nessun altro, ma è ciò da cui tutto è nato: gli accordi, il ritmo e la batteria. Nato da una session live di Williams in solo per Boiler Room, Yussef Kamaal è divenuto presto un progetto vero e proprio. I due hanno poi tenuto una serie di live partendo semplicemente da un giro di accordi per poi improvvisare sul palco. 

Decisi poi a portare quel che suonavano dal vivo anche in uno studio di registrazione, sotto la guida di Malcolm Catto dei The Heliocentrics, il disco mantiene intatte sia le improvvisazioni che l’energia sprigionata live. 


Non si tratta di arrangiamenti completi, ma più di un flusso, dice Dayes. Molte tracce sono nate spontaneamente – Henry iniziava con un giro di un paio di accordi, io mi inserivo nel groove lasciando entrambi che gli arrangiamenti nascessero in maniera spontanea. Provenienti entrambi dai sobborghi londinesi, i due hanno iniziato giovanissimi suonando nei pub di Peckam e Camberwell. Dayes con batteria dal sapore afrobeat e cosmic, mentre Williams – dall’alto della sua conoscenza dell’uso della drum machine e delle tastiere – ha già alle spalle una serie di 12” su 22a e Rhythm Section.

I due hanno fatto parte per anni dello stesso giro, ma non avevano mai suonato insieme in precedenza, eppure hanno lo stesso concetto di ritmo ed un’innata intesa musicale. Come spiega Williams, il modo con cui ci approcciamo alla musica è tutto energia e empatia. Ci siamo semplicemente entrati e lo abbiam tirato fuori. Il disco è influenzato da ogni angolo di Londra ed ha il suo cuore pulsante nel dialogo tra batteria e tastiere.

TRACKLISTING:
1. Black Focus 
2. Strings of light 
3. Remembrance 
4. Lowrider
5. Yo Chavez
6. Ayla 
7. Mansers Message 
8. Wingtai Drums 
9. Joint 17

 

Guarda il video di 'Yo Chavez'


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