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rockit: Giardini disco della settimana
13.04.2012
 
PRESS PILLS “ GOOD LUCK” – Giardini Di Mirò
2012 Santeria/Audioglobe
Press & Promo Agency: UNOMUNDO promo@unomundo.it
 
Promo report:
Dal 20 febbraio testi in esclusiva su rockit
Dal 27 febbraio streaming parziale + inedito sito di XL
http://videodrome-xl.blogautore.repubblica.it/2012/02/27/good-luck-giardini-di-miro/
Dal 14 Marzo streaming integrale esclusivo su ROCKIT
17 Marzo intervista raistereonotte
Dal 21 marzo streaming VIDEOCLIP in anteprima esclusiva + intervista band su WIRED
 
WIRED.IT 21 Marzo/12 Anteprima esclusiva del clip “TIME on TIME” +Intervista band
Ritroviamo il sestetto reggiano fresco di pubblicazione del suo album più vicino alla forma-canzone. Anzi, di un album di canzoni punto e basta; rock d'autore che tocca anche pop, new wave e ballate, cantato da due chitarristi che dopo aver ospitato nel corso degli anni varie voci hanno deciso di fare in proprio, e hanno imparato a farlo bene. Di Good Luck (Santeria) e di Time on Time - primo singolo e video in anteprima da oggi su Wired.it - abbiamo parlato con Corrado Nuccini e Jukka Reverberi, i due chitarristi/cantanti di cui sopra.
http://tv.wired.it/entertainment/2012/03/21/giardini-di-miro-video-good-luck-wired.html
 
ROCKERILLA Marzo 2012
Copertina +intervista/servizio di 5 pagine
Recensione: Immediatismo e nudità le direttrici del nuovo ordine disvelano squarci di un indie puro,tra Low e Smog.Disco di Valore ,con lo spirito laico avvinghiato alla terra emiliana.Sistemato oltre le opinioni divergenti e il fuoco dei conflitti,Good Luck è più scongiuro che augurio di fronte alle sostanze oscure che ci attendono.Gioele Valenti
 
RUMORE Marzo 2012
COPERTINA +intervista/servizio di 6 pagine
Il fatto che i Giardini godano di attenzioni fuori dai nostri confini trova piena giustificazione in un album come questo.Una certa malinconia da esuli ,quasi uno straniamento melodico diluito tra riflessi pop ,lascia che l’album intero cresca a piccoli blocchi.Dentro a GOOD LUCK ci sono tutti i Giardini che sono stati e quelli sui quali ci affacciamo ora:maturità piena e dei mogway soltanto un pulviscolo chitarristico a mo di ricordo.Maurizio Blatto
 
IL MUCCHIO Marzo 2012 Recensione mezza pagina
…Sarebbe il caso prendere atto che con GOOD LUCK,in modo netto,la vocazione internazionaledei cinque ha preso il sopravvento e , nonostante l’album sia nato nelle vicinanzedelle terre natie,li ha spinti lontani da quei confini…Si,gli scozzesi avranno pure i Mogway e gli americani gli explsions in the sky;ma noi , per una volta,orgogliosi di essere italiani,i Giardini di Mirò.Che, Badate, non rinnegano di una virgola un passato nel quale ho difficoltà a trovare-da rise and fall of academic drifting in avanti-(non una canzone,ma) una sola nota fuori posto.Gabriele Pescatore
 
ROLLINGSTONE Marzo 2012
Diventano grandi i Giardini di Mirò e rendono obsoleta la parola “post”.Le code strumentali non ci sono più…L’unico pezzo senza cantato nell’album colpisce proprio per l’assenza di quei saliscendi tipicie punta dritto al punto:Una canzone d’autore rock che cita Lambchop,Tinderstick e National , ma senza rinunciare all’impeto che li ha contraddistinti.poi arriva Time on Time e si porta via tutto.Una di quelle canzoni fatte per consumare il tastyo repeat. Emiliano Colasanti
 
 
XL Marzo 2012
E’ da qualche tempo che la musica del gruppo emiliano ha preso una forma più decisa.Lasciatosi alle spalle iol post rock degli esordi i Giardini si tuffano nella forma canzone.Meno onirici e più diretti.Emiliano Coraretti
 
BLOW UP Marzo 2012
Meno album e più raccolta di brani ,le canzoni, sia detto fin da subito,sono tutte buone quando non eccellenti…GOO LUCK contiene per certo alcune delle cose migliori mai scritte dalla band.Guido Gambacorta.
 
AUDIOREVIEW Marzo 2012
Tornano augurandosi e augurandoci buona fortuna, anche perché il passato parla di dischi che non è così automatico eguagliare: dall’esordio “Rise And Fall Of Academic Drifting” del 2001 al successivo “Punk… Not Diet!”, dalla crescita in materia di forma-canzone espressa con “Dividing Opinions” all’atipica sonorizzazione “Il Fuoco” del 2009. Oltre un decennio di attività alle spalle e tanta voglia di costruire un futuro che funga grossomodo da biglietto da visita. Sì, perché “Good Luck” include alcune delle migliori composizioni della band, Non si vive insomma di soli stilemi post-rock, per quanto la stessa title-track, strumentale ravvivato dai fiati, ribadisca il background di riferimento. Qua, però, la storia va semplicemente avanti.
Elena Raugei
 
BUSCADERO Marzo 2012
Good Luck è nato in maniera un po’ diversa dal solito modus operandi dei Giardini Di Mirò: anziché fuoriuscire da un’unica, dedicata session di lavoro, è un disco messo assieme in un periodo piuttosto lungo, attraverso diverse sessioni separate dal tempo, forse neppure concepite all’inizio come sedute per dar vita ad un nuovo disco.Come che sia, il risultato è ottimo. Seppur sempre visibili, le radici post-rock del loro suono, si sono col tempo arricchite di mille influenze, che siano esse passaggi odoranti new wave, trame d’ombroso cantautorato crepuscolare, l’attitudine a pennellare melodie di sapore pop.Lino Brunetti
 
WU MAGAZINE
Pesi massimi del post rock italico, tra venature shoegaze e veracità emiliana, i Giardini di Mirò nell’arco di un decennio si sono rivelati il gruppo post glocal per eccellenza, l’unico o quasi esportabile (vedi i fasti germanici), l’unico fedele alle proprie radici (ah, l’indimenticata e rossa Cavriago). Il nuovo album ce li restituisce come li abbiamo sempre immaginati, come un primo amore, ripetitivo e antico, scheletrico eppure prezioso, prone nell’ammiccare lidi indie pop.Enrico Benincasa
http://www.wumagazine.com/public/it/wu_news.php?n=405
 
GLI ALTRI settimanale di politica e cultura del 26 marzo 2012 pag 18
Qualche anno fa avevo scritto: «...I Giardini di Mirò sono un mistero. Ammalianti, capaci di suoni avvolgenti che toccano, insieme, cervello e cuore, hanno nella facilità di comunicazione dei loro brani il vero punto di forza. Eppure
da sempre vengono considerati un “gruppo di nicchia”... » Confermo tutto. Per l’ennesima volta hanno trattato suoni e musica con quella particolare creatività gentile che è un po’ la loro caratteristica e che rende facili e godibili anche le soluzionipiù ardite. “Good luck” sembra un album di passaggio, come se i ragazzi di Cavriago siano sul punto di decollare verso nuovi lidi musicali. Ci sono echi oscuri, c’è la voglia di indagare nuove sonorità, nuovi mondi forse. Vedremo. So solo che il disco mi è piaciuto e mi ha dato molta emozione Gianni Lucini
 
RITUAL Aprile 2012
Un album che tratteggia un’intensa “zona climatica emotiva” ispirata dai panorami della campagna emiliana, ai quali la band di Cavriago fa ritorno dopo la sinfonia post rock cinematografico dannunziana de ‘Il Fuoco’. Shoegaze, post punk, dream pop e wave sono solo alcuni fra i tasselli con cui la band riformula la sua ipotesi poetico musicale: una dissertazione in cui intimità e raccoglimento si rivolgono all’esterno, incrociando la strada di act come Interpol ed Echo And The Bunnymen (‘Spurious Love’ sembra quasi la risposta dei primi a ‘The Killing Moon’), del teaming up di chitarra e basso memore dei primi U2 e di un songwriting amante di Carné, Prevert e Resnais (‘There Is A Place’, grazie al contributo di Sara Lov, definisce uno dei momenti più eterei e sensuali dell’album). (Paolo Bertazzoni)
 
L’INTERNAZIONALE del 23/29 Marzo
Se sono poderose inquietudini a fare il vostro gioco,questa band emiliana sincronizzata sulle ore più lunari vi può accompagnare lungo le spirali del buio.
Perché suonano meticolosi e immusoniti (più di quanto lascerebbe supporre il titolo del nuovo album Good Luck) e hanno confidenza con il respiro cupo della vita.Astenersi cuorcontenti.Max Volume.Pier andrea Canei
 
LA VOCE DI MANTOVA 26 marzo 2012
Il disco in meno di quaranta minuti cancella il gap che lo separa dal precedente del 2007, alimentando negli otto brani, oltre all’idea di rock strumentale che li ha sempre caratterizzati, un rinnovato interesse verso la forma-canzone: ma certi incalzanti tappeti chitarristici smascherano la peculiare impronta live. Senza troppi giri di (ulteriori) parole, un disco bello e basta, vi pare sufficiente?
 
IL RESTO DEL CARLINO 30 marzo 2012
Una musica che inizialmente si rifà al postrock per arrivare a un suono proprio, che è un mix di psichedelia,dream pop, noise, post punk, musica d’autore. Sono indicati come un gruppo di riferimento del fenomeno indie-rock italiano, anche se la vocazione del gruppo è quella di far parte di una scena più ampia.
 
IL CORRIERE DELLA SERA ediz ROMAGNA 30 Marzo
Il nuovo disco “Good Luck” registrato a San Prospero di Correggio ha il sapore di questa terra, delle sue collocazioni, degli spazi vuoti tra un casolare, una latteria, una porcilaia. Diversi anche gli ospiti tra cui Angela Baraldi che presta la sua voce in “Spurious Love” e “Rome”.
 
IL CORRIERE DEL GIORNO
Le influenze che pervadono l’intero disco tradiscono le passioni dei GDM per formazioni di culto come i Tortoise,gli scozzesi Mogway,windsor for the derby,Rachel’s e Godspeed you black Emperor passando per le delicate soluzioni wave in stile My Blody Valentinefino ai suoni taglienti dei Sonic Youth.
http://www.paperstreet.it/cs/leggi/1549-Good_Luck_-_Giardini_di_Mir%C3%B2.html
 
DOMENICA QUIZ 29 MARZO
La loro musica, ricca di influenze anglosassoni, ne fa un gruppo di ampio respiro, che va oltre il rock alternativo italiano per imporsi anche all’attenzione del pubblico internazionale. Good Luck è il loro quinto album e sembra indirizzato verso una ricerca di maggior autenticità, attraverso un approccio compositivo più libero e diretto.Michela Gallo
 
L’INDIPENDENTE
La musica dei Gdm è come la pittura, non può essere spiegata, bisogna entrarci, spalancare gli occhi e abbandonarsi, lasciare che la sindrome di Stendhal faccia il suo corso e che ti inebri di quella bellezza di cui sono intrise le trame che compongono il loro suono.Good Luck è un album che sa farsi ascoltare e che cattura, che sa emozionare di emozioni semplici, di quella tenue malinconia color pastello che unisce il naïf con una forte carica espressionista, che dipinge la realtà con i colori della nostra anima.
http://www.lindiependente.it/2012/03/22/giardini-di-miro-good-luck/
 
REGGIOONLINE
C’era una volta un suono, fatto di sospensioni pensose ed esplosioni fragorose, tanto intenso da non poter essere appesantito di parole. A codificare quel suono, almeno in Italia, sono stati i Giardini Di Mirò, e per buona parte del pubblico la band reggiana è rimasta confinata in quello spazio. Sarebbero bastati ascolto più attenti per capire che, in realtà, i GdM hanno sempre cercato altre strade: dai primi ep d’esordio sono passati ormai quattordici anni, e tracce di quel canonico post-rock chitarristico si trovano ormai solo in “Good luck”, la title-track del nuovo disco della band reggiana nei negozi da oggi. Altrove, è tutto diverso: le parole hanno conquistato il proscenio, e i testi – tutti a raccontare un mondo sperduto, dove a malapena l’amore riesce a donare un po’ di sollievo – non sono mai stati così belli, e importanti.
http://www.reggionline.com/it/2012/03/23/giardini-di-miro-esce-oggi-good-luck-lintervista-11886
 
ROCKIT-disco della settimana 10/04/12
Un album dominato dai chiaroscuri, che sembra essere il delizioso raccolto dei fiori seminati nel tempo in questi Giardini. Il buio non è mai completo: la luce è morbida e diffusa, e “Good luck” è l'istante prima che l'abat-jour si spenga in una stanza durante l'ultimo incontro, animato da una tenace opposizione alla consapevolezza, pur presente, che il mondo che ci circonda non è sempre disposto a proteggere le isole d'amore in cui potersi rifugiare. I Giardini di Mirò scattano una fotografia all'umano sentire che non può che essere sfuocata trattandosi di materia in movimento ancor più del treno su cui li ho ascoltati. “Good luck” non pretende di essere un album eccessivamente originale, come non lo sono i sentimenti, come non lo siamo noi quando piangiamo, gridiamo, respiriamo, moriamo d'amore o quando, sulla soglia del distacco, sussurriamo pianissimo due sole parole.
“Buona fortuna.”
http://www.rockit.it/recensione/18919/giardinidimiro-good-luck
 
SENTIRE ASCOLTARE rece
Bastano veramente poche note per essere catapultati nel mondo sonoro dei Giardini di Mirò, in quell'impasto dal sapore spesso acre che ne caratterizza la cifra stilistica e ne ribadisce la caratura espressiva e formale. Sì perché la loro è musica che si riconosce, è un post-rock ricco di melodie, passaggi cantabili e morbide assonanze che ti porta in una casa dove i piani sonori si sovrappongono senza inutili frenesie, dove le stanze sono sempre arredate con gusto, dove non trovi né un soprammobile in più né una sedia fuori posto. Equilibrio dunque, ma anche sobrietà che sa scendere nel profondo dei significati e sa avvolgere l’ascoltatore.
Roberto Paviglianiti
http://www.sentireascoltare.com/recensione/9838/giardini-di-miro-good-luck.html
 
SENTIREASCOLTARE intervista
Una band matura alle prese con la definitiva dimensione indie. Il ritorno dei Giardini di Mirò: intervista e un bilancio su (oltre) dieci anni di carriera.
http://www.sentireascoltare.com/articolo/1614/giardini-di-miro-la-compiuta-leggerezza-dellindie-periferico.html
 
ROCKOL
Da “Dividing opinions” di anni ne sono passati ben cinque ed il nuovo capitolo discografico “Good luck” si presenta proprio come ideale seguito di quel disco.
Registrato nella campagna di Correggio con l'apporto del nuovo batterista Andrea Mancin (che ha sostituito Francesco Donadello trasferitosi in quel di Berlino), il lavoro si presenta in bilico tra post-rock e shoegaze, suoni curati e ben calibrati, con i testi e la voce che assumono sempre più importanza: da segnalare le collaborazioni con le cantanti Sara Lov (ex Devics, voce in “There is a place”), Angela Baraldi (voce in “Spurious love” e “Rome”) e con Stefano Pilia dei Massimo Volume (chitarra in “Spurious love”).
http://www.rockol.it/vetrina-7649/Giardini-di-Mir%C3%B2-GOOD-LUCK
 
KALPORZ
l post-rock è morto. Da un pezzo. E anche i Giardini Di Mirò l’hanno capito. Da un pezzo. Tralasciando la validissima parentesi de “Il Fuoco” che resta una parentesi, già in “Dividing Opinions” Nuccini, Reverberi e soci si erano avvicinati alla forma canzone. Una sorta di risposta italiana ai Piano Magic, non solo per la preziosissima collaborazione con il titolare del progetto inglese Glenn Johnson. Con delle soluzioni stilistiche ormai lontane dal Kentucky e più accomunabili allo shoegaze britannico.
i Giardini Di Mirò sembrano aver definitivamente raggiunto un livello di semplicità compiuta e peculiare che non stupisce, ma che quantomeno sa ancora appagare orecchie e animo.
http://www.kalporz.com/2012/03/giardini-di-miro-good-luck-santeria-2012/
 
STORIA DELLA MUSICA
In "Good Luck" l’asservimento dell’espressività emotiva alla compostezza formale raggiunge probabilmente il suo apice: in alcuni brani (prendete ad esempio Rome o Flat Heart Society) si sente chiaramente, specialmente nei minuti finali, come l'urgenza di questa componente meno incline a farsi imbrigliare rivendichi vendetta e reclami spazio.
http://www.storiadellamusica.it/Giardini_di_Mirò_-_Good_Luck_(Santeria_-_Audioglobe,_2012).p0-r4647
 
MUSICAROVINATA
Un disco capace di creare atmosfere completamente diverse quindi. Quasi come se ci volesse ricordare che, innanzitutto, i Giardini di Mirò fanno e suonano ciò che vogliono. E, soprattutto, che sanno come cambiare pelle senza perdere né identità, né tanto meno il fascino che li ha resi, giustamente, un punto di riferimento per tutta la musica italiana.
http://www.musicarovinata.com/2012/03/giardini-di-miro-good-luck-santeria.html
 
VIVALOWCOST
In "Good Luck" l’asservimento dell’espressività emotiva alla compostezza formale raggiunge probabilmente il suo apice: in alcuni brani (prendete ad esempio Rome o Flat Heart Society) si sente chiaramente, specialmente nei minuti finali, come l'urgenza di questa componente meno incline a farsi imbrigliare rivendichi vendetta e reclami spazio.
www.vivalowcost.com/recensione-dischi-e-concerti/79-recensione-dischi/1674-good-luck-e-la-nuova-creatura-dei-giardini-di-miro.html
CLAP BANDS MAGAZINEUn sapore di new wave mescolata al dark, all'indie meno banale e al dream pop di Le-Li-ana memoria, un sottofondo musicale elegante, con chitarre seducenti sempre presenti e delicate batterie a tracciare la via. C'è la disomogeneità e nello stesso tempo l'omogeneità di chi comunque pensa e recepisce la musica all'unisono. E poi ci sono elementi che non fanno altro che impreziosire il lavoro, vedi la voce profonda di Sara Lov in "There is a place", tra sogni assopiti e desideri che chissà se si avvereranno mai… si va’ verso la fine del disco passando per "Rome", altro pezzo "femminile", con la voce della magnetica Angela Baraldi che è pura poesia.Non ci sono riferimenti questa volta, se non i Giardini di Mirò sempre con la stessa anima e sempre delicatamente diversi.http://www.elicona.it/index.php?option=com_content&view=article&id=216:giardini-di-miro-qgood-luckq-2012&catid=34:recensioni-&Itemid=2
SOUND 36
Un messaggio di augurio che i GDM lanciano ai propri ascoltatori, un messaggio pieno di ottimismo, detto con un sorriso accennato del viso. Con queste nuove 8 canzoni il gruppo mette nel piatto tutta l’esperienza maturata negli anni, tutte quelle idee che hanno reso efficace il loro linguaggio, tutte le anime che ci hanno mostrato nelle loro pubblicazioni.
Le ballate malinconiche e indolenti non mancano e sono presenti in tutto il disco, le voci sono più mature e ben scandite, sono messe in risalto con maggiore cura nella scrittura.
Oggi i Giardini di Mirò sono un buon gruppo di rock internazionale, e Good Luck è il disco che testimonia la loro perfetta forma artistica. Tante idee fresche, oneste, suonate magistralmente.
http://www.sound36.com/giardini-di-miro-%E2%80%93-good-luck/
 
USTATION + Intervista
E veniamo a oggi, veniamo a Good Luck. il viaggio dei Giardini di Mirò e il nostro tocca uno dei momenti storici più complessi, forse il più controverso in Italia da quando esiste la band emiliana. Il disco è scuro di gradazione e di umore, oltre a contenere tra le migliori canzoni mai scritte dal gruppo: gocciolanti di languori, personali, sofferte. In poche parole... tutto ciò che stavolta avremmo voluto dire noi e che abbiamo affidato a loro, ai Giardini di Mirò, altruisticamente (e comodamente).
http://www.ustation.it/articoli/1649-good-night-and-good-luck
 
ROAR MAGAZINE
Rischia di essere un disco strabico, Good Luck, con episodi in apparenza troppo scollati tra loro. Ma a conti fatti la bellezza (e la forza) dell’album sta proprio qui: nel mischiare le carte, nell’alternare momenti di robusto post rock di ispirazione “alternativa” (che dice tutto e non dice nulla, ma ci siamo capiti) a passaggi più liquidi. Difficile, ad esempio, muovere critiche ad una "Spurious Love", così equilibrata in tutte le sue componenti e che aspetta solo di essere proposta dal vivo.
http://www.roarmagazine.it/recensioni/musica/album-dischi/633-giardini-di-miro-good-luck-recensione.html
 
SHIVERWEBZINE
Good Luck, la buona fortuna che la band augura sommessamente dalle magnifiche spore di quest’ultimo album e quinto della carriera, è un gioco di specchi, assenze, spazi, metafisica poetica che recita in ambienti che in fondo non sono mai scenografie come si è portati a credere, ma sublimi e oniriche trappole di realtà dentro le quali la formazione reggiana soffia – da sempre – dentro una bolla ideale per trasformare il suono ordinario in qualcosa di straordinario.
http://www.shiverwebzine.com/2012/03/26/giardini-di-miro-good-luck-2012-santeria/
 
 
IMPATTO SONORO
I Giardini di Mirò sanno tessere trame che hanno la consistenza di veri capolavori. Il loro inconfondibile suono riecheggia a lungo nella nostra mente nutrendola di vibrazioni, sottili inquietudini, ma anche di una delicatissima sensazione di compiere un viaggio nelle parti più fragili del nostro essere. Magia della musica, magia dei Giardini di Mirò.
http://www.impattosonoro.it/2012/03/13/recensioni/giardini-di-miro-good-luck/
 
IYEZINE
Good Luck conferma l'ottimo stato di salute della band. Le canzoni, ondeggianti tra malinconia e solarità, scorrono rapide e precise, emozionando e coinvolgendo l'ascoltatore. La struttura dei pezzi, come nel precedente Dividing Opinions, prende le mosse da radici post rock per crescere su modalità più alternative rock, generando un incrocio che riesce ad unire in maniera efficace immediatezza d'ascolto e intellettualismo musicale. I Giardini Di Mirò non hanno perso smalto, un disco da ascoltare.
http://www.iyezine.com/recensioni/1710-giardini-di-mir%F2-good-luck.htm
 
PAPERSTREET
Good Luck è un disco senza punti morti e pieno di spunti per il futuro: varietà di stili, cura brillante degli arrangiamenti, l'eleganza che sprigiona ogni singola traccia. I Giardini di Mirò aggiungono un altro importante mattone alla loro brillante carriera; forse è un lavoro meno eclatante e univoco dei precedenti ma dimostra come anche dopo tanti anni di carriera si possa fare musica ad alti livelli. E questa è una caratteristica che appartiene solo ai grandi.
http://www.paperstreet.it/cs/leggi/1549-Good_Luck_-_Giardini_di_Mir%C3%B2.html
 
HATETV
Good luck solo apparentemente può sembrare un disco scarno e la sua finta magrezza potrebbe trarre in inganno. In realtà i Giardini di Mirò hanno giocato molto sui dettagli, su sfumature effimere e sulla leggerezza. Cose per adulti.
E ancora una volta hanno fatto un disco per il quale bisogna prestare somma attenzione.
http://www.hatetv.it/articoli_detail.php?ID=1949
 
OUTUNE
Nato nella campagna emiliana di Correggio (vicino a dove i CCCP registrarono “Epica Etica Etnica Pathos”) , “Good Luck” può essere visto tranquillamente come continuum di sonorità nate con “Dividing Opinions”. Appena prima nel quintetto c’è stato un avvicendamento dietro i tamburi, dove ora troviamo Andrea Mancin che porta alla causa un drumming pulsante e variegato.Ora i Giardini sono questo: delicati e pieni di inquietudine con un loro inconfondibile suono. Negli otto brani tappeti di arpeggi creano immagini palpabili, tra sussurri e suoni via via più corposi. Il risultato finale è un disco solido, equilibrato, anche dalle tinte grigio-oscure, che cerca un flusso musicale coinvolgente ma che rimane sempre profondo ed espressivo.
http://www.outune.net/dischi/medium/giardini-di-miro-good-luck/51769
 
TOYLET
http://www.toylet.it/2012/19088/good-luck-il-nuovo-album-dei-giardini-di-miro.toy
 
L’INKONTRO
Good Luck è insieme un punto d’arrivo e di partenza. Il post rock in mano ai Giardini più maturi non è una gabbia stilistica, non è un genere cristallizzato cui conformarsi ogni volta, ma diventa un’attitudine, una chiave di lettura per sperimentare e andare oltre, per affrontare con entusiasmo, senza catene, anche gli anni 10.
http://www.linkontro.info/culturaaspettacoli/37-culturaaspettacolo/5098-good-luck-ai-giardini-di-miro-il-post-rock-ci-mette-la-voce.html
 
ROCKSHOCK
Good Luck è un album di mestiere. Sonorità controllate e ripetutamente tenute a bada senza quell’impeto giovanile già abbondantemente perso con Dividing Opinions e ripreso solo parzialmente nella sonorizzazione della pellicola Il Fuoco nel 2009. I GdM appaiono adesso più oscuri e riflessivi, alternando brani dilatati a tracce decisamente (e felicemente perdibili) pop, con la title track che funge da spartiacque tra le due sensazioni.
http://www.rockshock.it/recensione-giardini-di-miro-good-luck/
 
MUSICIN
La tracklisting di Good Luck si compone di ben otto brani, il mantra melodico dai suoni tribali di Memorise apre alle successive e soffuse ambientazioni post-rock; in There is a place, che posticipa i veloci arrangiamenti di Ride, ci affascina la mielosa voce di Sara Love. Quinto album, quinta traccia Good Luck è energicamente strumentale. Rome, Time on time e Flat heart society concludono in grande stile con sonorità articolate ed accordi sognanti e quasi impalpabili. Good Luck è un album prorompente ed innovativo, un segno di atteso cambiamento. E buona fortuna!
http://www.musicin.eu/?p=6965
 
 
http://www.dlso.it/site/2012/03/21/giardini-di-miro-good-luck/
http://www.newsic.it/news/body_news.php?id=29713
 

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