"Agghiastru", che in vernacolo significa ulivo selvatico, è una pianta non invitata alla vita, i cui frutti sono inutili. A parole ecco la filosofia che sta dietro alla musica e alla poesia di Agghiastru, artista siciliano che, come un moderno cantastorie, inscena nelle sue visioni sonore la sua 'banale' esistenza, con barocchi intrecci di piano e chitarra, su ritmiche di basso e batteria vellutate. Ma a chi somiglia? Nick Cave per una certa malinconia al piano, i Marlene Kuntz per l'eleganza di certi arrangiamenti di chitarra, i Cure per le sonorità dark, e poi i Blonde Redhead per il piano rhodes arzigogolato, i Black Heart Procession, certo è che la musica di Agghiastru orbita in quello spazio cantautorale e colmo d'intimismo abitato da personaggi illustri come Cesare Basile, Paolo Benvegnù e Vinicio Capossela.