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ANDREA POZZA TRIO

Blue Daniel

Prezzo: € 15,05
  • Etichetta DEJAVU RECORDS
  • Formato COMPACT DISC
  • Data uscita 28.03.2011
  • BarCode 8016670210047
NUOVO ALBUM UNO DEI PIÙ ACCLAMATI GIOVANI PIANISTI JAZZ ITALIANI LO ACCOMPAGNANO ALDO ZUINO AL CONTRABBASSO E SHNE FORBES ALLA BATTERIA. POZZA CONTINUA IL PERCORSO AVVIATO NEL PRECEDENTE ALBUM SPERIMENTANDO UN EFFICACE ED ORIGINALE IMPASTO TRA JAZZ MODERNO E JAZZ PIÙ TRADIZIONALE.
 
FILE UNDER: JAZZ / PIANO TRIO
 
Il nuovo lavoro di Andrea Pozza Trio si apre con la grazia delle scale cristalline di Sem Palavras e così, senza parole, si snoda tutto il disco dove a parlare è solo la musica che sgorga dal piano di Andrea Pozza accompagnato dal contrabbasso di Aldo Zunino, e dalla batteria di Shane Forbes. Il trio si impegna per la seconda volta in una produzione con l'etichetta Dejavu Records, dopo Drop This Thing, con la quale sperimenta un efficace ed originale impasto tra jazz moderno e jazz più tradizionale che in questo album riesce ad essere particolarmente convincente. Del resto Pozza è uno dei più acclamati giovani pianisti jazz italiani per cui la tradizione è un punto di riferimento importante, e non è un caso che l'ultimo brano, The Duke, sia indubitabilmente un omaggio a Ellington, alle sue melodie, alle sue mezze luci. Non si può altrettanto non considerare la sua formazione e le sue innumerevoli collaborazioni con i nomi del jazz tra i più importanti: appena terminati gli studi classici, Pozza comincia a dedicarsi al jazz e da questo momento suona con artisti del calibro di Chet Baker, Lee Konitz, Scott Hamilton, Massimo Urbani, per 4 anni prende parte al Quintetto di Enrico Rava, suona nel Quartetto di Steve Grossman, e affianca per oltre 20 anni il lavoro di Gianni Basso, una delle figure che ha contribuito, fino alla fine della sua vita, a scrivere la storia del jazz italiano. Un'esperienza ricca, intensa e poliedrica che confluisce nelle personali composizioni del giovane pianista genovese in un equilibrato convivere di nuovo e classico, dove in questo disco, rispetto al precedente, concede meno ai ritmi nu-jazz a favore di atmosfere soffuse e colori delicati che connotano decisamente lo spazio di questo racconto. Ascoltando gli otto brani di Blue Daniel, si ha l'impressione di seguire un percorso: le tracce scivolano una nella seguente in modo fluido e compatto, cominciando dall'incipit coinvolgente di Sem Palavras, per fluttuare sulle atmosfere eleganti di Naima, fino a quelle più fresche e giocose di Children Games, dal clima di raccoglimento di Blue Daniel, a quello più variegato, sostenuto da un ritmo più serrato di Three slices of bread, fino ad arrivare alla calma imperturbabile, alle tranquille note di The Duke che chiudono con sapienza un racconto suonato dal protagonista sottovoce, accompagnato dalla leggerezza ben calibrata dei comprimari, capace di sollecitare in modo profondo la sensibilità di noi ascoltatori.
 
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